martedì 10 marzo 2015

Cambiare i nostri ricordi


Ricordi falsi, ma felici. Virtualmente in grado di "cancellare" ricordi spiacevoli secondo l'antico proverbio del "chiodo scaccia chiodo". Per dirla con il film "Se mi lasci ti cancello" (Eternal Sunshine of the Spotless Mind), ai protagonisti Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet) sarebbe bastato farsi mettere in testa i ricordi di una meravigliosa storia d'amore con un'altra lei e un altro lui, per perdersi e poi, forse, trovarsi di nuovo. Sempre restando alla cinematografia, il risultato da fantascienza richiama quello immaginato dal film "Total Recall", e prima ancora dal romanzo "Ricordiamo per voi" di Philip K. Dick. In realtà si tratta di prospettive molto reali, seppure ancora in fase embrionale e scientificamente provate soltanto per i topini da laboratorio, come mostrano i dati pubblicati sulla rivista Nature Neuroscience.
Un gruppo di scienziati francesi è riuscito infatti a creare dei falsi bei ricordi nel cervello dei roditori, in quella che il quotidiano The Guardian definisce "la prima dimostrazione di manipolazione della memoria durante il sonno". I ricercatori hanno "scritto" nelle memorie degli animali dormienti delle associazioni artificiali tra un particolare posto e dei sentimenti positivi, per poi osservarne il comportamento al risveglio. Tutti - hanno osservato - si dirigevano nel luogo "promesso" in cerca di una ricompensa, in questo caso il cibo.
Secondo gli autori dello studio, i risultati potrebbero aprire la strada a nuovi trattamenti per persone depresse o imprigionate in ricordi particolarmente dolorosi. La cautela, tuttavia, è d'obbligo: per ora ciò che la ricerca ha dimostrato è che è possibile, nei topi, creare ricordi artificiali così complessi da condizionare il comportamento consapevole. Al momento nessuno sa dire se la stessa cosa potrebbe avvenire anche nell'uomo. Di certo, nessun esperimento basato sulla trasmissione di false memorie era mai riuscito a trasmettere ricordi così complessi come quelli che associano la mappa di un luogo alla presenza di cibo.
                                   
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Fonte: http://www.huffingtonpost.it/